Un terreno ben livellato è una delle basi per ottenere un prato uniforme e funzionale. Una corretta preparazione del suolo contribuisce a migliorare la qualità del letto di semina, a limitare le irregolarità della superficie e a favorire un drenaggio più omogeneo, riducendo così il rischio di ristagni d’acqua e dislivelli difficili da gestire nel tempo. Prima di intervenire con la semina o con la posa del tappeto erboso, è quindi opportuno verificare con attenzione la presenza di buche, avvallamenti e pendenze non corrette.
Il tipo di intervento dipende soprattutto dall’estensione dell’area e dalle condizioni di partenza del terreno. In un giardino di dimensioni contenute può essere sufficiente un lavoro manuale, mentre per superfici più ampie, come parchi, vivai e serre, risultano spesso necessarie attrezzature professionali in grado di garantire un livellamento più preciso.
Perché è importante livellare il terreno del giardino
Il concetto di livellamento del terreno non implica che venga reso perfettamente orizzontale. In molti casi è opportuno mantenere o creare una lieve pendenza che permetta all’acqua piovana di defluire senza accumularsi vicino agli edifici o nelle zone più basse, soprattutto se non è stato pensato un sistema di raccolta e riutilizzo delle acque.
Una preparazione poco accurata può provocare diversi problemi:
- formazione di pozzanghere e ristagni;
- crescita irregolare dell’erba;
- zone che si asciugano troppo rapidamente;
- difficoltà durante il taglio del prato;
- distribuzione non uniforme dell’acqua di irrigazione;
- cedimenti e avvallamenti nel tempo.
Il livellamento è particolarmente importante quando si realizza un nuovo giardino, si rifà completamente il prato oppure si interviene su un terreno interessato da scavi, lavori edili o passaggi frequenti di mezzi.
Il lavoro dovrebbe essere eseguito quando il terreno è leggermente umido, ma non bagnato. Un suolo troppo secco può risultare duro e difficile da lavorare; al contrario, intervenire dopo piogge abbondanti rischia di compattarlo eccessivamente.
In genere, i periodi più adatti coincidono con la primavera e l’inizio dell’autunno, soprattutto se dopo il livellamento si prevede di seminare il prato. Le condizioni precise dipendono comunque dal clima locale, dal tipo di terreno e dalla vegetazione che si desidera mettere a dimora.
Prima di iniziare è inoltre necessario verificare la presenza di impianti di irrigazione, tubazioni, cavi, pozzetti o altri elementi interrati.
Come valutare i dislivelli
In un piccolo giardino, una prima verifica può essere effettuata osservando il terreno dopo una pioggia o un’irrigazione abbondante. Le zone nelle quali l’acqua tende a fermarsi indicano spesso la presenza di avvallamenti o di un drenaggio insufficiente.
Per un controllo più preciso si possono utilizzare:
- picchetti;
- corde;
- una livella a bolla;
- una staggia;
- una livella laser.
I picchetti vengono posizionati lungo il perimetro e nei punti principali dell’area. Tendendo una corda tra un riferimento e l’altro è possibile individuare le differenze di quota e stabilire dove aggiungere o rimuovere terreno.
Nel caso di superfici ampie o di pendenze complesse, è preferibile affidare il rilievo a un professionista, soprattutto quando il livellamento deve essere coordinato con il sistema di drenaggio o con altri lavori di sistemazione dell’area.
Come livellare un piccolo giardino a mano
Quando i dislivelli sono limitati e l’area non è particolarmente estesa, il terreno può essere sistemato con normali attrezzi da giardinaggio.
Pulire e preparare l’area
Il primo passaggio consiste nel rimuovere pietre, radici, residui vegetali e altri materiali che potrebbero ostacolare la lavorazione. Se il terreno è coperto da un prato molto deteriorato, può essere necessario eliminare il vecchio tappeto erboso.
Il suolo deve poi essere smosso con una vanga, una zappa o una motozappa, lavorando a una profondità adeguata al tipo di intervento. Questa operazione permette di rompere le zolle e rende più semplice la successiva distribuzione della terra.
Correggere buche e avvallamenti
Le zone più basse devono essere riempite con terreno compatibile con quello già presente. Prima di aggiungerlo è opportuno smuovere leggermente la superficie sottostante, in modo che i due strati aderiscano meglio.
La terra va distribuita progressivamente, senza creare accumuli troppo spessi in una sola volta. Se l’avvallamento è profondo, può essere necessario procedere per strati, compattandoli con moderazione.
Il terreno rimosso dai punti più alti può essere riutilizzato nelle aree più basse, purché sia adatto e privo di detriti.
Regolarizzare la superficie con il rastrello
Dopo avere corretto i principali dislivelli, si utilizza un rastrello per rompere le zolle più piccole e distribuire il terreno in modo uniforme.
Per controllare il risultato può essere utile appoggiare una staggia o una tavola lunga sulla superficie. Questo permette di individuare più facilmente eventuali avvallamenti rimasti e di intervenire prima della compattazione.
Assestare il terreno
La superficie può essere assestata con un rullo da giardino oppure calpestando il terreno in modo uniforme. La compattazione non deve però essere eccessiva: un suolo troppo pressato ostacola il drenaggio, la circolazione dell’aria e lo sviluppo delle radici.
Dopo il primo assestamento è consigliabile bagnare leggermente il terreno e lasciarlo riposare. Potrebbero comparire nuovi piccoli abbassamenti, da correggere prima della semina o della posa del prato.
Livellare superfici ampie, parchi, serre e vivai
Gli strumenti manuali sono adatti a piccoli giardini e a correzioni localizzate, ma diventano poco efficienti quando si devono sistemare superfici estese.
La preparazione di parchi, giardini pubblici, vivai, serre o grandi aree verdi richiede infatti di controllare con precisione le quote e le pendenze lungo tutta la superficie. Anche differenze apparentemente ridotte possono influire sulla distribuzione dell’acqua, sul drenaggio e sulla regolarità del terreno.
In questi casi vengono impiegati mezzi meccanici e sistemi di controllo che permettono di rimuovere la terra dai punti più alti e trasferirla nelle zone più basse seguendo il piano di lavoro stabilito.
Tra le attrezzature disponibili rientrano le livellatrici laser per serre e giardinaggio, come quelle prodotte da Mara, pensate per ottenere una superficie regolare e controllare in modo accurato la quota della lama durante la lavorazione.
Il sistema utilizza un trasmettitore laser che genera un piano di riferimento e un ricevitore installato sulla macchina. Le informazioni rilevate vengono utilizzate per regolare automaticamente l’altezza della lama, riducendo le differenze rispetto alla quota impostata.
Questo tipo di intervento può essere indicato soprattutto quando:
- la superficie da lavorare è ampia;
- sono presenti dislivelli diffusi;
- è richiesta una pendenza precisa;
- occorre preparare il terreno per un nuovo impianto;
- il drenaggio dipende dalla corretta sistemazione delle quote;
- i tempi disponibili non consentono una lavorazione manuale.
La scelta della macchina deve comunque tenere conto dell’estensione dell’area, della quantità di terreno da spostare, delle caratteristiche del suolo e della potenza del mezzo utilizzato.
Livellamento e drenaggio devono essere progettati insieme
Una superficie esteticamente uniforme non garantisce da sola il corretto smaltimento dell’acqua. Prima di iniziare il lavoro è necessario stabilire dove dovrà essere indirizzato il deflusso e verificare che non si creino pendenze verso abitazioni, muri, vialetti o strutture sensibili all’umidità.
Nei terreni argillosi, molto compatti o soggetti a ristagni può essere necessario affiancare al livellamento altri interventi, come:
- miglioramento della struttura del suolo;
- installazione di tubazioni drenanti;
- realizzazione di canalette;
- predisposizione di pozzetti di raccolta;
- apporto di materiali più drenanti.
Per lavori complessi è opportuno rivolgersi a un tecnico o a un’impresa specializzata, che possa valutare contemporaneamente quote, pendenze, caratteristiche del terreno e gestione delle acque.
Gli errori da evitare
Uno degli errori più frequenti è aggiungere terra nelle buche senza individuare la causa dell’avvallamento. Se il problema deriva da un cedimento, da un terreno poco stabile o da un drenaggio inadeguato, la depressione potrebbe formarsi nuovamente.
È inoltre importante evitare di:
- lavorare un terreno impregnato d’acqua;
- interrare macerie o residui vegetali;
- creare pendenze verso gli edifici;
- compattare eccessivamente il suolo;
- seminare prima che il terreno si sia assestato;
- utilizzare terra molto diversa da quella presente;
- valutare le quote soltanto a occhio su superfici estese.
Una preparazione accurata richiede più tempo, ma riduce la necessità di correggere successivamente il prato e facilita tutte le attività di manutenzione.
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